Wolf 1069
Jacopo Baboni Schilingi (Live computer)
Christian Lavernier (Soñada)
Wolf 1069 is a red dwarf around which orbits Wolf 1069b, an exoplanet with characteristics very similar to those of Earth: a new potential world. It was discovered in 2023 and is located at a distance of 31 light-years from us.
Carlos Gonzalez and Mimmo Peruffo designed “La Soñada,” an 11-string instrument for the guitarist Christian Lavernier that combines the tradition and innovative vision of lutherie, introducing the classical guitar into uncharted territory. The composer Jacopo Baboni Schilingi, collaborating with various research laboratories, has developed algorithms that combine generativity, interactivity, and artificial intelligence.
Wolf 1069 emerges from the encounter of these two worlds. Lavernier and Baboni Schilingi explore its boundaries toward a new horizon, a fresh perspective for conceiving and performing concerts, composing scores, and delivering live performances. Wolf 1069 provides answers to many questions: Is it still possible to compose music that combines themes, figures, and gestures while maintaining a high level of accessibility and complexity? How can the translation of music written on the score be reconciled with the contemporaneity of sounds generated by computers, without diminishing the specificities of both but rather expanding them? Is it possible to create 21st-century music by drawing from both the roots of the past and inventing new paradigms? Can a musical work lasting an hour, without interruptions, seem to have a duration that is half of that?
Everything in Wolf 1069 is innovative: the acoustic instrument called Soñada, the performance techniques used by Christian Lavernier, the sounds produced by the instrument and then re-elaborated by the AI, the instrumental techniques, and so on. But also the interactivity of Jacopo Baboni Schilingi, the application of artificial intelligence in recognizing gestures and figures, generativity, the use of sensors for interactivity, and so forth.
Wolf 1069 is a metamorphic project that evolves over time, feeding on the experiences brought by the two artists. In this sense, it represents a journey toward a new way of conceiving and practicing music. Like any journey, you always know where you start, but not necessarily where you will end up. That’s why Wolf 1069 is accompanied by the subtitle “where relativity might not work.” Jacopo Baboni Schilingi and Christian Lavernier know where they come from, but with Wolf 1069, they present an open work whose final destination cannot be predetermined. It is music in continuous transformation, its echo resonating among both enthusiasts of past music and those who seek to hear something entirely new.
Project supported by
the MAS platform of the LMA (Laboratory under the auspices of Aix-Marseille University, CNRS, and Centrale Marseille)
thanks to the support of the Métropole Marseille Provence.
Wolf 1069 è una nana rossa attorno alla quale orbita Wolf 1069b, un esopianeta con caratteristiche molto simili a quelle della Terra: un nuovo mondo potenziale. È stato scoperto nel 2023 e si trova a una distanza di 31 anni luce da noi.
Carlos Gonzalez e Mimmo Peruffo hanno ideato per il chitarrista Christian Lavernier la Soñada, uno strumento a 11 corde che coniuga la tradizione e la visione innovativa della liuteria, introducendo la chitarra classica in un territorio inesplorato. Il compositore Jacopo Baboni Schilingi, collaborando con vari laboratori di ricerca, ha sviluppato algoritmi che combinano generatività, interattività e intelligenza artificiale.
Wolf 1069 nasce dall’incontro di questi due mondi, Lavernier e Baboni Schilingi ne esplorano i confini verso un nuovo orizzonte. Una nuova prospettiva per concepire ed eseguire concerti, scrivere partiture e realizzare performance dal vivo. Wolf1069 costituisce una risposta a molte domande: è ancora possibile comporre musica che unisca temi, figure e gesti mantenendo un elevato livello di fruibilità e complessità? Com’è possibile conciliare la traduzione della musica scritta sulla partitura con la contemporaneità dei suoni generati dai computer, senza ridurre le specificità di entrambi, ma anzi, ampliandole? È fattibile creare musica del XXI secolo attingendo sia alle radici del passato sia inventando nuovi paradigmi? È possibile creare un’opera musicale di un’ora, senza interruzioni, la cui durata sembra essere la metà?
Tutto in Wolf 1069 è innovativo: lo strumento acustico chiamato Soñada, le modalità di esecuzione adoperate da Christian Lavernier, i suoni prodotti dallo strumento e poi rielaborati dall’IA, le tecniche strumentali, e così via. Ma anche l’interattività di Jacopo Baboni Schilingi, l’applicazione dell’intelligenza artificiale nel riconoscimento di gesti e figure, la generatività, l’impiego di sensori per l’interattività, e così via.
Wolf1069 è un progetto metamorfico che si evolve nel tempo, alimentandosi delle esperienze portate dai due artisti. In questo senso, rappresenta un viaggio verso un modo nuovo di concepire e praticare la musica. Come in ogni viaggio, si sa sempre da dove si parte, ma non necessariamente dove si arriverà. Ecco perché Wolf 1069 è affiancato dal sottotitolo “dove la relatività potrebbe non funzionare”. Jacopo Baboni Schilingi e Christian Lavernier sanno da dove provengono, ma con Wolf 1069 propongono un’opera aperta, la cui destinazione finale non può essere predeterminata. È una musica in continua trasformazione, la cui eco risuona sia tra gli appassionati di musica del passato che tra coloro che desiderano ascoltare qualcosa di completamente nuovo.
Project supported by
the MAS platform of the LMA (Laboratory under the auspices of Aix-Marseille University, CNRS, and Centrale Marseille)
thanks to the support of the Métropole Marseille Provence.
Wolf 1069 – un viaggio musicale verso l’ignoto
Wolf 1069 è concepito come un viaggio continuo, un’unica traiettoria sonora senza interruzioni, in cui ogni sezione rappresenta una fase di allontanamento progressivo dal mondo conosciuto verso un nuovo orizzonte. Come in ogni viaggio reale, si parte da frammenti familiari, si attraversano zone di instabilità, si perdono progressivamente i riferimenti, fino ad approdare a un luogo altro, dove le regole precedenti non sono più garantite.
Dal Futuro
Il punto di partenza è paradossale: non l’origine, ma il dopo. Affiorano frammenti di materiali riconoscibili, echi di repertorio rielaborati, come ricordi che arrivano da un tempo non ancora vissuto. È una memoria proiettata in avanti, instabile, incompleta.
I resti di un tema
Il viaggio comincia davvero. Il tema non è più pienamente presente: ne rimangono tracce, residui, riverberi lontani. La “terra” si allontana, ciò che era solido diventa eco. La musica inizia a perdere il suo centro di gravità.
Scacchiera
Emergono le prime turbolenze. Le strutture si scompongono e si riorganizzano come su una scacchiera: equilibrio e strategia convivono con l’imprevedibilità. La materia sonora muta, le relazioni diventano mobili, instabili.
Crescendo Animale
Una spinta istintiva, fisica, quasi biologica. È il momento dell’impulso vitale che trascina in avanti, verso il nuovo mondo. La tensione cresce come un movimento naturale, non ancora controllato, ma necessario.
La prima isola
Prima sosta. Da qui è ancora possibile voltarsi indietro. È il luogo della sospensione e della consapevolezza: la “casa” è visibile, ma ormai distante. Il mondo ignoto si profila davanti, irreversibile.
Crescendo Meccanico
Una nuova accelerazione, questa volta senza possibilità di ritorno. Il movimento non è più organico, ma inesorabile, strutturato, meccanico. La traiettoria è tracciata.
Il nuovo mondo
L’approdo. Qui il suono cambia radicalmente: la Soñada viene suonata con l’arco da violoncello, producendo timbri estranei alla chitarra tradizionale. È un territorio sonoro inesplorato, dove lo strumento stesso si reinventa.
Oltre
Si va ancora più lontano. Come suggerisce il sottotitolo del progetto, qui la relatività potrebbe non funzionare. Le coordinate abituali del tempo, del gesto e della forma musicale non sono più affidabili.
L’ultima isola
Ultimo momento di posa. Elettronica e strumento dialogano in tempo reale, in un equilibrio fragile. È una soglia, un punto di osservazione prima della separazione definitiva.
L’Addio
L’arrivo su Wolf 1069. Non un finale, ma un lancio: vengono inviati messaggi in codice Morse, segnali nello spazio nella speranza che qualcuno, altrove, li intercetti. È un addio al mondo di partenza e, allo stesso tempo, un primo tentativo di comunicazione con l’ignoto.
Un nuovo mondo possibile
Wolf 1069 è una nana rossa attorno alla quale orbita Wolf 1069b, un esopianeta con caratteristiche sorprendentemente simili a quelle della Terra: un nuovo mondo potenziale, distante 31 anni luce. Non è solo un riferimento astronomico, ma una potente metafora di alterità, possibilità e rischio.
L’incontro tra due mondi
Lo strumento al centro del progetto è la Soñada, una chitarra a 11 corde ideata da Carlos Gonzalez per il chitarrista Christian Lavernier: uno strumento che coniuga tradizione e visione, introducendo la chitarra classica in un territorio inesplorato.
Wolf 1069 è scritto a quattro mani da Christian Lavernier e Jacopo Baboni Schilingi.
In collaborazione con diversi laboratori di ricerca, Baboni Schilingi ha sviluppato algoritmi basati su generatività, interattività e intelligenza artificiale, capaci di riconoscere in tempo reale gesti e figure strumentali e di trasformarli in suono.
L’opera nasce dall’incontro tra strumento acustico ed elettronica, partitura e algoritmo, controllo e apertura. Non esiste una gerarchia tra scrittura, gesto e processo computazionale: la forma musicale emerge dall’interazione continua tra i due autori-performer, lo strumento, i sistemi digitali e lo spazio della performance.
Un’opera aperta
Wolf 1069 risponde a domande radicali:
è ancora possibile creare musica che unisca complessità e fruibilità?
come conciliare la scrittura musicale con la contemporaneità dei suoni generati dai computer, senza ridurre le specificità di entrambi, ma ampliandole?
è possibile comporre un’opera di un’ora, senza interruzioni, la cui durata sembri essere la metà?
La risposta è un progetto metamorfico, in continua evoluzione, che si alimenta delle esperienze degli interpreti e del contesto performativo. Come in ogni vero viaggio, si sa sempre da dove si parte, ma non necessariamente dove si arriverà.
Per questo Wolf 1069 porta il sottotitolo:
«dove la relatività potrebbe non funzionare».
Wolf 1069 – A Musical Journey into the Unknown
Wolf 1069 is conceived as a continuous journey, a single uninterrupted sonic trajectory in which each section represents a phase of progressive distancing from the known world toward a new horizon. As in any real journey, it begins with familiar fragments, passes through zones of instability, gradually loses its points of reference, and finally arrives at an “elsewhere” where previous rules are no longer guaranteed.
From the Future
The point of departure is paradoxical: not the origin, but the after. Fragments of recognizable material emerge—reworked echoes of the repertoire—like memories arriving from a time not yet lived. It is a memory projected forward, unstable and incomplete.
The Remains of a Theme
The journey truly begins. The theme is no longer fully present: only traces remain—residues, distant reverberations. The “ground” recedes; what was solid turns into echo. The music begins to lose its center of gravity.
Chessboard
The first turbulences emerge. Structures break apart and reorganize like pieces on a chessboard: balance and strategy coexist with unpredictability. Sonic matter mutates; relationships become mobile and unstable.
Animal Crescendo
An instinctive, physical, almost biological thrust. This is the moment of the vital impulse that drives the music forward, toward the new world. Tension grows like a natural movement—not yet controlled, but necessary.
The First Island
The first stop. From here it is still possible to look back. It is a place of suspension and awareness: “home” is still visible, but already distant. The unknown world lies ahead, irreversible.
Mechanical Crescendo
A new acceleration, this time without any possibility of return. The movement is no longer organic, but inexorable, structured, mechanical. The trajectory is set.
The New World
The landing. Here the sound changes radically: the Soñada is played with a cello bow, producing timbres foreign to the traditional guitar. It is an unexplored sonic territory in which the instrument itself is reinvented.
Beyond
The journey goes even further. As suggested by the project’s subtitle, here relativity might no longer function. The usual coordinates of time, gesture, and musical form are no longer reliable.
The Last Island
A final moment of rest. Electronics and instrument enter into real-time dialogue, in a fragile equilibrium. It is a threshold—a point of observation before definitive separation.
The Farewell
The arrival on Wolf 1069. Not an ending, but a launch: messages in Morse code are sent out, signals into space in the hope that someone, somewhere, might intercept them. It is a farewell to the world of departure and, at the same time, a first attempt at communication with the unknown.
A Possible New World
Wolf 1069 is a red dwarf star around which Wolf 1069b orbits, an exoplanet with surprisingly Earth-like characteristics: a potential new world, located 31 light-years away. More than an astronomical reference, it is a powerful metaphor for otherness, possibility, and risk.
The Encounter Between Two Worlds
At the center of the project is the Soñada, an eleven-string guitar designed by Carlos Gonzalez for guitarist Christian Lavernier—an instrument that brings together tradition and vision, introducing the classical guitar into unexplored territory.
Wolf 1069 is written jointly by Christian Lavernier and Jacopo Baboni Schilingi.
In collaboration with various research laboratories, Baboni Schilingi has developed algorithms based on generativity, interactivity, and artificial intelligence, capable of recognizing instrumental gestures and figures in real time and transforming them into sound.
The work arises from the encounter between acoustic instrument and electronics, score and algorithm, control and openness. There is no hierarchy between writing, gesture, and computational process: musical form emerges from the continuous interaction among the two author-performers, the instrument, digital systems, and the performance space.
An Open Work
Wolf 1069 addresses radical questions:
Is it still possible to create music that combines complexity and accessibility?
How can written music be reconciled with the contemporaneity of computer-generated sounds, without reducing the specificity of either, but instead expanding both?
Is it possible to compose a one-hour work, without interruptions, whose perceived duration feels like half that time?
The answer is a metamorphic project, in constant evolution, nourished by the performers’ experience and by the performative context. As with any true journey, one always knows where it begins, but not necessarily where it will end.
For this reason, Wolf 1069 bears the subtitle:
“where relativity might not work.”
Program
Dal Futuro
I resti di un tema
Scacchiera
Crescendo Animale
La prima Isola
Crescendo Meccanico
Il nuovo mondo
Oltre
L’ultima isola
L’Addio
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